
...un'elfetta che ama ammirare le stelle e che desidera nel profondo del cuore unirsi alla loro lucentezza per sempre...
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*loading* stelline hanno brillato per me |
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Un bel giorno d'estate, in un caldo paese del Sud, un padre si mise alla ricerca di alcuni frutti gustosi da regalare a sua figlia. Voleva approfittare di un corriere venuto dal posto lontano, in cui ella viveva, per inviarglieli e farle così un dono speciale. Il viaggio sarebbe stato lungo e faticoso, ma egli confidò che tutto sarebbe andato per il meglio. Con molta fatica riuscì a trovare quello che tanto desiderava e di lì a qualche giorno la figlia lo ricevette. E avvenne che il cuore le si strinse nel petto, che le lacrime luccicarono intense nei suo occhi, quando le fu detto "Sono solo per te! Sono costati sacrificio e dedizione, quindi assaporali interamente". Chiuse gli occhi e per un attimo si ritrovò con suo padre, a gioire con lui e a sussurrargli quello che non sempre era stato facile dirgli... ti voglio bene, papà! Solo tu sai vedere in tua figlia una principessa e, a volte, trasformare la vita in una splendida favola.
Viandanti senza meta sulle strade di un mondo totalmente nuovo. Si inciampa, si cade, ci si fa male. Poi ci si rialza. E mentre una lacrima solca il nostro viso, qualcuno ci tende una mano. Alziamo lo sguardo increduli. E già sentiamo affiorare nel nostro cuore un forte senso di gratitudine, l'inarrestabile fiorire di un caldo sentimeno che ci pervade, ci rianima, ci infonde nuovamente la vita. Aspettavamo proprio quella mano e quel sorriso. Senza la paura di essere giudicati o vilipesi per i nostri sbagli. Non sappiamo quante volte piomberemo nell'abisso insondabile del nostro io. Ma qui e ora il nostro bisogno è quello di rialzarci e cercare di camminare da soli. Il nostro desiderio è quello di dimenticare la fatica, il nostro sogno è quello di rinascere migliori di prima, la nostra speranza è quella di continuare ad amare ed essere amati nonostante tutto.
Non si vive di soli sogni. Nè si può giocare ancora con le bambole. Per questo hai gettato nel fango quelle che chiamavi illusioni e le hai trattate con incuria e cattiveria. Posso solo raccoglierle e guardarle agonizzanti. Solo un afflato divino potrà ridare loro la vita. Per questo oggi guardo in alto nel cielo e spero di sentire una voce perduta tanto tempo fa e di vedere un'immagine lontana tra le nuvole donarmi il suo sorriso più bello, perchè possa dimenticare quanto il mondo, a volte, sa essere crudele con noi.
Fumo e smog hanno annerito l'anima. Nebbie ed esalazioni di sostanze nocive hanno offuscato la vista. Passi incerti e insicuri sono stati fatali nel groviglio di insidie e trappole che erano disseminate lungo ignoti percorsi senza fine. Strade a fondo cieco, luoghi di incontri allettanti, seduzioni di un mondo che si è avvolto intorno al cuore come un serpente il cui veleno è mortale. Se ci sarà un ritorno, lì in quel paradiso perduto la serenità e la gioia di vivere torneranno a splendere.
Se penso alla bellezza di alcune persone che ho incontrato sulla mia strada, il cuore mi si riempie di gioia. Una gioia incontenibile, che tinge i ricordi con i colori dell'affetto, dell'amicizia, della dolcezza. La vita a volte ci apre vie inaspettate, ce ne chiude altre, ci dirotta da un treno all'altro, ci fa smarrire in luoghi che non sono i nostri, ci fa ritornare in quelli che amiamo, ce ne fa scoprire di nuovi e incantati, di grigi e abbandonati. Un viaggio continuo sulle strade del nostro misterioso andare verso la nostra meta che potrebbe disorientarci, intristirci se Qualcuno non ci avesse donato un'unica bussola, quella dell'amore, che ci guida e ci conduce su sentieri dove, tra un sorriso e l'altro, basta prendersi per mano e camminare insieme. Grazie di cuore ai miei angioletti che, ogni tanto lasciano il paradiso per stare con me.
sulle ali di un'avvolgente e irrefrenabile fantasia.
Piove in un bagliore improvviso, in un sussulto dell'anima inquieta. Tante goccioline si posano sulle foglie virenti. Eccone una che corre, un'altra che scivola via. Inafferrabili sensazioni di intimi stupori di fronte alla vita che danza gioiosa, tra mille note colorate e tremanti. Le afferri e le lasci andare, le senti e piangi di nostalgia, le ascolti e ridi sereno. Tante emozioni che la pioggia accarezza, che dolcemente porta via con sè per poi ridonarle un altro giorno ancora, quando nell'armonia di un continuo divenire, persone e volti cari tornano alla mente, tornano nel cuore desideroso di amare e di stringerle ancora.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
(Wislawa Szymborska)
In città mi capitano gli incontri più disparati. Quando non vado a mangiare a mensa, divido il panino con tanti graziosissimi uccellini che hanno perfino preso le briciole dalle mie mani! E mi hanno fatto compagnia fino alla fine ora seduti accanto a me sulla panchina, ora sul piede, ora sulla borsa. E la sera, quando i grilli cantano sereni, vedo, fuori dalla finestra, brillare e volare tante piccole lucciole che illuminano l'oscurità. Spesse volte ho dovuto far accomodare gentilmente uno di questi bellissimi insetti fuori di casa. E poi la presenza di fiori colorati e profumati coltivati nelle aiuole che la mattina allietano il mio sguardo ancora semi addormentato. Tutto sa di incredibile. Eppure, chi mai l'avrebbe pensato. proprio in città...